Reintroduzione sulle Alpi


Gipeto Interreg, 2000
Foto ©: Archiv Nationalpark Stilfserjoch - Klaus Bliem

Allevamento

Per molto tempo si è ritenuto impossibile riuscire a far riprodurre dei gipeti in cattività. Prima delle fortunate covate nello zoo alpino di Innsbruck, soltanto il giardino zoologico di Sofia era riuscito, negli anni venti, ad allevare ripetutamente dei gipeti. Uno dei problemi fondamentali nell’allevamento di questi uccelli era la difficoltà di stabilire, dall’aspetto, il loro sesso, una difficoltà che rendeva assai complicata la formazione delle coppie. Vennero così abbinati esemplari dello stesso sesso, i quali si comportavano come una coppia senza tuttavia poter deporre delle uova. Oggigiorno, grazie a nuove tecniche, stabilire il sesso dei gipeti è divenuto molto più semplice. Il progetto prevede che i giovani gipeti vengano allevati esclusivamente dalla coppia di genitori naturali, in modo tale da evitare che l’allevamento da parte di “genitori adottivi” umani possa causare dei disturbi comportamentali.

È stata soprattutto la stretta collaborazione tra i giardini zoologici di tutta Europa a rendere possibile la realizzazione di questo progetto di reintroduzione. Oggigiorno, in alcuni zoo, è addirittura possibile ammirare le covate dei nipoti delle prime coppie di gipeti. L’effettivo di esemplari allevati si aggira attualmente attorno al centinaio.

I seguenti zoo partecipano attualmente al programma europeo di allevamento

Belgio

Zoo Antwerpen

Germania

Tierpark Berlin-Friedrichsfelde, Zoo Berlin, Tierpark Dortmund, Zoo Dresden, Zoo Hannover, Tiergarten Nürnberg, Wilhelmina Stuttgart, Vogelpark Walsrode, Zoologischer Garten Wuppertal

Finlandia

Zoo Helsinki

Francia

APEGE Hoch-Savoyen

Olanda

Artis Zoo Amsterdam, Wassenaar Wildlife Breeding Centre

Israele

Tel Aviv University Zoo

Kazakistan

Almaty Zoo

Austria

Alpenzoo Innsbruck, Cumberland Wildpark Grünau, Vienna Breeding Unit (Zuchtstation), Schönbrunner Tiergarten Wien

Polonia

Zoo Poznàn

Russia

Zoo Moskau

Svizzera

Zoologischer Garten Basel, Tierpark Dählhölzli Bern, Natur- und Tierpark Goldau (Zuchtstation), Parc Animalier La Garenne

Repubblica Ceca

Zoo Prag, Zoo Liberec

Stati Uniti

San Diego Zoo

 

Siti di rilascio in libertà


I quattro siti di rilascio in libertà distano 200-300 chilometri uno dall’altro e sono situati prevalentemente in aree naturali protette oppure in parchi nazionali. In passato il gipeto era presente in tutti e quattro questi territori. Caratterizzate da un paesaggio rimasto praticamente incontaminato e dalla presenza di vaste pareti rocciose, tali aree presentano condizioni di vita ideali per il gipeto. Le zone di rilascio in libertà, inoltre, sono contraddistinte dalla presenza di consistenti popolazioni di animali selvatici.

Ogni anno in queste aree di rilascio alcuni giovani gipeti del programma di allevamento vengono liberati in nicchie precedentemente predisposte. Premessa fondamentale di questa operazione di rilascio in libertà è una stagione di cova e di allevamento fruttuosa nei centri di allevamento. Dal 1986 ad oggi sono stati messi in libertà più di 130 giovani gipeti.

Nei territori in cui vengono liberati i gipeti, la popolazione locale viene familiarizzata con il gipeto attraverso dettagliate campagne d’informazione. Dell’assistenza ai giovani uccelli si occupano alcuni esperti collaboratori, i quali forniscono volentieri a tutti gli interessati numerose informazioni sulla vita del gipeto.


Siti di rilascio in libertà
1. Rauris / Hohe Tauern
2. Engadin / Stelvio


3. Haute Savoie
4. Mercantour / Alpi Marittime

 

Monitoraggio

I gipeti delle Alpi: dove sono?

Da 20 anni ormai i gipeti vengono messi in libertà sull’arco alpino. Circa una settantina di gipeti vola di nuovo tra le cime delle Alpi. Allo scopo di portare avanti in modo soddisfacente questo fruttuoso progetto, l’attuale effettivo, seppur considerevole, deve essere sempre tenuto sotto controllo.

Prima di essere liberati, i giovani gipeti vengono marcati tramite la decolorazione di alcune penne. Inoltre, sulla base della disposizione delle penne decolorate, gli osservatori possono riconoscere esattamente quale giovane gipeto stanno guardando. Sfortunatamente la marcatura scompare dopo due o tre anni, in coincidenza con la prima muta. La possibilità di riconoscere ogni singolo gipeto svanisce quindi nel giro di pochi anni.

L’osservazione ripetuta di un determinato gipeto permette all’osservatore di poterlo riconoscere attraverso la sua particolare marcatura. Ciò presume comunque uno spiccato spirito d’osservazione.

Attualmente è in fase di elaborazione un progetto per un monitoraggio genetico. Ogni gipeto del programma di allevamento viene sottoposto ad un esame del sangue e ad un’analisi del DNA, in modo tale da poter stabilire il suo sesso nonché la sua “impronta digitale” genetica. Tutto ciò permette, nel caso venga ritrovata una penna di gipeto, di risalire all’esemplare a cui la penna appartiene.

 

 

 

Il risultato di un’analisi del DNA
© Ecogenics GmbH





Segnalazione di osservazioni

Ai fini del progetto di reintroduzione, è molto importante sapere quali siano i territori frequentati dai gipeti rimessi in libertà.

Vi saremmo perciò molto grati se ci segnalaste le vostre osservazioni di gipeti!

A questo scopo potete utilizzare direttamente il modulo on-line oppure scrivere ad uno degli indirizzi del progetto.

 


Modulo delle osservazioni

Vi preghiamo di compilare il modulo in modo completo.

L'osservazione:

 

Data, ora

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Località (paese, regione, località, con una descrizione dettagliata)

*)

Coordinate

Osservato

ad occhio nudo col binocolo

Metri sul livello del mare (altitudine dell’osservatore)

Avete delle foto o dei video relativi all’osservazione?

sì  no

Condizioni meteo

bello nuvoloso pioggia neve

Comportamento del gipeto

Avete visto più di un gipeto?

no

se sì, quanti? 

Descrizione del gipeto (compresa la marcatura)

Osservatore:

 

Nome

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Cognome

Indirizzo

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NPA, località

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Paese

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Telefono

e-mail

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*) la compilazione di questi campi è obbligatoria

 


last update:
07.01.2013

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