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Il lupo e il bestiame minuto

I nostri antenati hanno completamente sterminato tutti i grandi carnivori (orso, lupo e lince) sul territorio svizzero. In questo modo non era più necessario proteggere le greggi dai predatori e i sistemi di protezione sviluppati nei secoli passati scomparvero. A quel tempo le perdite di pecore dovute a cani inselvatichiti, volpi, corvi imperiali o aquile venivano accettate.

Ora i grandi carnivori stanno tornando e quindi si rende di nuovo necessario creare sistemi di protezione. In diverse regioni europee, dove il lupo non è mai scomparso o è già tornato, gli allevatori di bestiame minuto hanno (nuovamente) imparato a convivere con questo carnivoro; i metodi di protezione sono comunque adattati di volta in volta alle condizioni locali e non possono essere trasposti tali e quali in altre regioni.

Nell'ambito del Progetto Lupo Svizzera vengono sviluppati e verificati diversi metodi di protezione.

Affinché i metodi di protezione siano efficaci, devono essere soddisfatte diverse condizioni:

  • Cani da protezione e asini possono proteggere solo pecore e capre raggruppate in un gregge e che restano unite.
  • Spesso è necessaria la presenza di un pastore che raduni il bestiame la sera e in caso di cattivo tempo, di preferenza con l'aiuto di cani pastore.
  • Molti degli odierni allevatori non possono custodire di persona i propri animali; perché un pastore possa essere retribuito il gregge deve contare, nella migliore delle ipotesi, un minimo di 500 animali, ma molti pascoli alpini sono troppo piccoli per greggi di pecore/capre così grandi.

 

Il lupo mangia anche pecore e capre

Accanto agli ungulati selvatici, anche pecore e capre fanno parte delle prede preferite dal lupo. Per il lupo è molto più facile, e anche molto meno pericoloso, catturare una pecora incustodita piuttosto che, ad esempio, un cervo adulto.

Durante un attacco a ungulati domestici il lupo può uccidere numerosi animali, senza consumarli tutti, poiché questi ultimi non presentano un comportamento antipredatorio adeguato: soprattutto le pecore, invece di disperdersi, tendono infatti a raggrupparsi e a stimolare così ancor più l'istinto di predazione del lupo (un po' come la volpe nel pollaio); in questa situazione sono uccisi in media da 4 a 7 animali, in casi estremi anche molti di più. Nel caso di attacchi di questo tipo sono colpiti per lo più gli animali di pochi allevatori. In Abruzzo (Italia) solo 4 su cento proprietari ebbero perdite superiori a 2 animali; nel Mercantour (Francia) si sono fatte esperienze simili.

Una situazione simile a quella della predazione di animali domestici si registra nel caso di animali selvatici senza esperienza di lupo: anche in questo caso gli animali devono riapprendere i comportamenti antipredatori e nei primi tempi di convivenza non è raro assistere a uccisioni multiple anche di ungulati selvatici. Il fenomeno è comunque passeggero poiché questi ultimi imparano velocemente come comportarsi per evitare il predatore, che riuscirà in seguito a catturare solo animali vecchi, deboli, malati o ancora inesperti.


 

 

Cani da protezione delle greggi

Esistono diversi metodi per proteggere le greggi dai grandi carnivori. Quello probabilmente più conosciuto ed efficiente è il cane da protezione, da non confondere con il comune cane da lavoro su bestiame, tipo bergamasco o border collie, che viene utilizzato per condurre il gregge o la mandria.

Nel caso del cane da protezione si tratta di un cane grosso e robusto, che può pesare da 30 a 70 kg (cane dei Pirenei, pastore maremmano-abruzzese, cuvac, carpatin) e che vive assieme al gregge, difendendolo da lupi, linci e in parte anche dagli orsi. Dove la pressione dei predatori è particolarmente forte, i pastori equipaggiano i cani con collari a punte di ferro per proteggerli dai morsi al collo in caso di attacchi; nella maggior parte dei casi è comunque sufficiente la presenza di questi attenti guardiani per dissuadere gli eventuali predatori dal tentare un attacco al bestiame.

Perché un cane di questo tipo possa adempiere al suo compito è comunque necessario che cresca nel gregge a partire dai primi mesi di vita, in maniera che possa sviluppare un forte legame sociale con il bestiame che dovrà proteggere; deve inoltre imparare, per esperienza diretta o da altri cani adulti presenti nello stesso gregge, a conoscere i predatori, le loro tecniche di predazione e la maniera per sventare gli attacchi.

Le prime razze di questo tipo sono presumibilmente originarie dell'Asia, dove vengono già utilizzate da più di 5000 anni, ed è probabile che siano arrivate in Europa assieme agli allevatori nomadi di pecore provenienti dalla regione del Caucaso o attraverso la via della seta. Attualmente nell'Eurasia sono conosciute più di 30 razze di cani da protezione delle greggi, ma in Europa, con la scomparsa del lupo, si è dimenticato anche l'uso di questi cani.


 

Asini

In molte vecchie immagini e storie di pastori vengono rappresentati asini in mezzo a greggi di pecore. L'asino può essere un buon guardiano che segnala possibili pericoli con i suoi ragli sonori. A causa della sua forte avversione nei confronti di tutti i canidi viene utilizzato in molti Paesi europei per proteggere ovini, caprini e bovini soprattutto dai cani inselvatichiti e dalle volpi.

Gli asini dispongono di una buona vista, un buon udito e un buon odorato: possono così scoprire facilmente gli intrusi che scacciano caricandoli a morsi e calci. Resta comunque ancora da verificare se siano efficaci anche contro il lupo.

 

 


Forse il problema potrebbe anche essere risolto così ...

Il signor Schweizer mi ha messo al collo un campanaccio.

Pensa che così non mangerò più le pecore.

Probabilmente ha ragione!

Links

Centro di coordinamento nazinale per la protezione delle greggi
Protezione delle greggi:una guida per gli allevatori (WWF)
 

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· Last modified: 20.10.2008

 

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